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Acireale (Aciriali o Jaci in siciliano) è un comune di 52.702[1] abitanti in provincia di Catania. Di incerta origine, oggi l'impianto urbanistico è quello tipico delle città tardo-medievali della Sicilia. Sorge a metà della costa jonica siciliana a 15 km da Catania. I suoi abitanti si chiamano acesi (jacitani in siciliano). È sede della diocesi di Acireale. GeografiaLa città è stata costruita in un altopiano su di un terrazzo di origine lavica, chiamato la Timpa che, con i suoi 150 metri di altezza, la pone quasi a strapiombo sul mare Ionio. La costa, dove sorgono diverse borgate, è caratterizzata dalla scogliera di origine lavica. Vi è anche una certa ricchezza di sorgenti d'acqua e di verde e la zona circostante è coltivata, soprattutto ad agrumi.La popolazione è distribuita per poco più del 60% in città e la restante parte risiede nelle diverse frazioni, in un territorio molto antropizzato. Le dinamiche demografiche vedono un certo drenaggio di popolazione, dalla città alle frazioni ed anche ai comuni vicini, specie quelli di Aci Catena, Aci Sant'Antonio e Santa Venerina divenuti in parte periferia della città. Molto strette sono le relazioni con la vicina Catania, caratterizzati da pendolarismo sia per gli studi universitari che per ragioni di lavoro. Acireale è, dopo la città capoluogo, il comune più popoloso e importante della provincia di Catania e dell'Area metropolitana.Collegamenti I collegamenti principali della città sono l'autostrada A18 che collega Messina a Catania e la stazione ferroviaria delle Ferrovie dello Stato con un traffico di treni a lunga percorrenza e d'interesse regionale verso Catania e Messina. Buona parte della viabilità nel territorio è su strade provinciali e sulla strada statale 114 (l'antica Via consolare Valeria). Esistono dei porti pescherecci a Pozzillo, Santa Tecla, Santa Maria La Scala, Stazzo e Capomulini questi ultimi due sono anche piccoli porti turistici.MobilitàIn città esiste un servizio di mezzi pubblici, ma essi sono sottoutilizzati e la mobilità locale è affidata prevalentemente ai mezzi privati. Esiste un servizio di bus verso Catania, i comuni limitrofi, ed alcune destinazioni nazionali.Storia ToponimoIl nome della città deriva dalla mitologia greca, in cui vi era posto per una divinità chiamata Aci. Questi era un pastore di cui si innamorò Galatea, di cui a sua volta era innamorato il ciclope Polifemo che schiacciò il rivale sotto un masso. Dal sangue del pastore nacque un fiume[3] chiamato Akis dai greci, oggi "scomparso" sottoterra, ma che riaffiora come sorgente nei pressi di Santa Maria la Scala in una sorgente chiamata " u sangu di Jaci" ( il sangue di Aci)[4]. Il nome della città ha subito dunque una lenta evoluzione: diventò Jachium sotto i bizantini, Al Yag con gli arabi e quindi Aquilia con gli spagnoli. Nel XIV secolo la città si stabilì nel territorio attuale (prima sorgeva nei pressi del castello di Aci, oggi Acicastello) con il nome di Aci Aquilia o Aquilia Nuova. Il nome Acireale fu attribuito alla città da Filippo IV di Spagna solo nel 1642Si narra che Acireale e le altre Aci trassero la propria origine da Xiphonia, una misteriosa città greca oggi del tutto scomparsa. I poeti Virgilio e Ovidio fecero risalire il mito della fondazione alla storia d'amore tra Galatea e Aci, ucciso per gelosia dal ciclope Polifemo. In epoca romana nello stesso territorio nacque una città chiamata Akis, e che storicamente partecipò alle guerre puniche. Nel Medioevo il borgo si consolidò attorno al castello di Aci e solo nel Trecento una decina di nuclei familiari si spostò più a nord, dove nacque Aci Aquilia o Aquilia Nuova, primo punto stabile dell'odierna città. Il Cinquecento fu importantissimo per Aquilia Nuova, dove si consolidò un forte ceto mercantile che portò una notevole ricchezza alla città e si insediarono diverse corporazioni ed ordini religiosi lasciando una impronta indelebile tanto chee ancora oggi spesso viene citata come «la città dalle cento campane».Nel 1528 l'imperatore Carlo V la eresse a comune. Nel Seicento, il territorio di Aquilia perse molti territori (divenuti universitas, cioè città) ma ottenne il nome odierno, grazie all'intervento del re Filippo IV nel 1642. L'11 gennaio 1693 la città fu distrutta dal terremoto, che sconvolse tutta la Sicilia sud-orientale. Nel 1848 fu uno dei principali centri dei moti in Sicilia. Nel 1873 con l'apertura dello stabilimento termale S. Venera e l'inaugurazione dell'annesso Grand Hotel des Bains Acireale divenne un centro termale di una certa notorietà.Luoghi d'interesse Piazza del Duomo Il centro di Acireale è la Piazza del Duomo, su cui si affacciano alcuni degli edifici più importanti della città, tra cui la Chiesa Cattedrale, la Basilica dei Santi Pietro e Paolo, il Palazzo del Comune, il Palazzo Modò.La Cattedrale è dedicata a Maria Santissima Annunziata, ma è comunemente attribuita al culto di Santa Venera, la patrona. L'impianto originale risale al XV secolo ed è stato rimaneggiato nei secoli successivi. All'interno si trovano opere di Pietro Paolo Vasta, Antonio Filocamo, Giuseppe Sciuti, Francesco Patané, Vito D'Anna e Giacinto Platania.La Basilica dei Santi Pietro e Paolo fu costruita nel 1550 e ricostruita nel 1608. Ha un prospetto barocco, progettato da Vasta nel 1741. Il campanile è del XIX secolo; un secondo campanile, pur se progettato non venne mai realizzato. L'interno, a navata unica, fu ristrutturato dopo il terremoto del 1818. Vi si trovano alcune tele del Vasta, di Giacinto Platania ed una statua del Cristo alla Colonna, di autore ignoto, molto venerata in città e tradizionalmente portata in processione ogni 70 anni.La Loggia Giuratoria o Palazzo del Comune, di chiaro impianto scenografico barocco, fu progettata dopo il 1640, rimaneggiata nel XVIII secolo e danneggiata dai terremoti nel 1783 e 1818. Da ammirare i mascheroni, le mensole che reggono le balconate, e le opere in ferro battuto e il balcone ad angolo. All'interno, vi è una esposizione di divise militari d'epoca.Il Palazzo Modò (ex Teatro Eldorado) è un palazzo, che non prospetta direttamente sulla piazza ma ne è defilato. Della originaria struttura rimangono due balconi con reggimensole baroccheggianti, dei mascheroni ed il nome del teatro Eldorado, realizzato al suo interno nel 1909 ed attivo sino al primo dopoguerra.Centro storico Nel centro storico vi sono altri palazzi, chiese e monumenti di grande interesse.La Biblioteca e Pinacoteca Zelantea è un'istituzione del XVII secolo, ospitata in un palazzo neoclassico realizzato nel XIX secolo dall'Ingegnere Mariano Panebianco, che raccoglie alcune collezioni d'arte e di testi antichi. È visitabile su richiesta al personale.La Basilica Collegiata di San Sebastiano è la chiesa più importante di Acireale, dichiarata monumento nazionale. Realizzata a partire dal Settecento, presenta una facciata a più ordini, preceduta da una balaustra. L'interno è ricco di affreschi di Paolo Vasta.La Chiesa di Sant'Antonio da Padova è la più antica chiesa della città, forse l'unica che risale al periodo di Aquilia Nuova. Rimaneggiata nei secoli, anche a causa dei terremoti, conserva un bel portale in stile gotico. La chiesa era inizialmente intitolata a san Sebastiano e sede dell'antica confraternita dedicata al santo. Solo dopo la costruzione della nuova chiesa di San Sebastiano, venne dedicata al culto di sant'Antonio. Al suo interno si possono ammirare affreschi e tele di Alessandro e Pietro Paolo Vasta. Lo stesso Paolo Vasta, mentre lavorava al suo interno, colto da malore cadde da una impalcatura subendo l'incidente che gli costò la paralisi.La Chiesa di Santa Maria del Suffragio appare quasi asimmetrica rispetto alla strada ed ha la facciata rivolta al mare. Tradizionalmente la necessità della costruzione della chiesa è attribuita alle mogli dei pescatori, che poco abbienti si trovavano a disagio nelle ricche e sontuose chiese frequentate dalla nobiltà cittadina. La chiesa fu realizzata nel XVII secolo. L'interno è ricchissimo di affreschi, tra cui Il Mistero dell'Eucaristia di Pietro Paolo Vasta sulla volta.La Chiesa di San Camillo ha una facciata esterna molto scarna, ma è riccamente decorata all'interno. Realizzata nel 1621 a navata unica, fu affrescata da Paolo Vasta con le Storie del Vecchio Testamento con soggetto femminile e, per questo, definita da alcuni come la Chiesa delle Donne.Il Corso Umberto è il passeggio della città, via lungo la quale prospettano i diversi palazzi nobiliari. Svoltando a sinistra, dopo circa 350 m, si arriva in Piazza Garibaldi (detta 'la piazzetta', dagli acesi), dove è collocata al centro la statua dedicata ai caduti dello scultore acese Michele La Spina. Inoltre nel lato ovest della piazza prospetta il Teatro Maugeri, molto in voga negli anni Sessanta. Proseguendo in Corso Umberto, per altri 500 m, si raggiunge Piazza Indirizzo, dove sulla destra si trova l'ingresso alla Villa Belvedere, inaugurata nel XIX secolo e nel lato a nord il prospetto della Chiesa dell'Indirizzo, in stile neoclassico. Sono di minore importanza i palazzi nobiliari Musumeci (con portale d'ingresso in pietra lavica scolpita) e Calanna e le chiese di San Biagio, Santa Maria degli Angeli, dellla Madonna del Carmelo nel quartiere Carmine, San Domenico, San Filippo Neri, Santo Rocco, Maria Santissima Odigitria e Maria Santissima Maddalena. Altre chiese si trovano dislocate nei vari quartieri del Comune e il numero totale giustifica l'appelativo di città dai cento campanili.Periferia Alla periferia sud si trovano le terme di Santa Venera. Costruite in stile neoclassico, sorgono all'interno del giardino inglese. Furono inaugurate nel 1873 dal barone Agostino Pennisi di Floristella e nel 1951 vennero acquisite dalla Regione Siciliana. Le terme sfruttano le stesse acque sulfuree-salso-bromo-iodiche, che venivano tradizionalmente utilizzate dai Greci e poi dai Romani, provenienti dalla zona delle antiche terme Xiphonie. A fianco delle terme, per accoglierne gli ospiti, era sorto il Grand Hotel des Bains in stile liberty ; in esso soggiornò Richard Wagner e nella piscina posta all'interno del parco venne girato il film Palombella rossa di Nanni Moretti.Di più recente costruzione sono gli impianti delle Terme di Santa Caterina (anni '80) siti nell'omonima borgata. La frazione di Santa Caterina, separata dalla statale e dalla ferrovia dal centro cittadino, si sviluppa in posizione panoramica a picco sul mare. La presenza della frazione è attestata partire dal XVII secolo. La chiesa dedicata a Santa Caterina da Siena risale al XVIII secolo.Nella provinciale per Santa Tecla si trova la chiesa del Presepe (detta anche chiesa di Santa Maria della Neve), dove è possibile ammirare un presepe del Settecento. L'edificio, edificato nell'antro di una grotta lavica nel 1752, espone all'interno una tela di Vito D'Anna.Altro luogo caratteristico sono le chiazzette una antica trazzera (stradina) che a zig-zag conduce al mare di Santa Maria la Scala e dove si trova la seicentesca Fortezza del Tocco.Il Santuario di Maria Santissima di Loreto si trova su un'altura ad est della città. Venne edificato a partire dal 1548 dall'eremita Giovanni Maccarrone. La struttura ha la pianta quadrangolare, come dal modello della Casa Santa di Loreto. All'interno affreschi di Paolo e Alessandro Vasta e di Matteo Ragonisi.Espansione edilizia L'espansione edilizia della città si è rivolta prevalentemente verso nord, dove il centro urbano del XIX secolo è stato raddoppiato in termini di superficie. Negli ultimi decenni del XX secolo gli interventi di edilizia popolare e residenziale hanno portato all'intensa urbanizzazione dell'area di San Cosmo (o, più correttamente, San Cosimo) dove già esisteva un piccolo borgo già attestato nel XVII secolo e ormai completamente inglobato nella periferia cittadina. Altre zone di sviluppo sono poste ad ovest, nella zona del Santuario di Loreto, (in siciliano U Litu) e delle frazioni di Balatelle (Balateddi) e Piano d'Api.Frazioni .Aci Platani, Balatelle, Capo Mulini, Guardia, Mangano, Pennisi, Piano d'Api, Pozzillo, Santa Maria la Scala, Santa Tecla, Santa Maria degli Ammalati, Santa Maria delle Grazie, Santa Caterina, Santa Maria la Stella (condivisa con il comune di Aci Sant'Antonio), San Giovanni Bosco, Scillichenti, Stazzo.Ambiente Nel territorio di Acireale ricade l'area in cui sorgeva il bosco d'Aci, oggi ridotto solamente alle frazioni di Santa Maria degli Ammalati e San Giovanni Bosco. Un tempo si estendeva in tutta la zona orientale dell'Etna e ospitava soprattutto querce e castagni. Claudiano lo citò nel mito del ratto di Proserpina e durante la dominazione romana era conosciuto come rifugio per i briganti. Disboscato a partire dal Quattrocento per ricavarne legname, si è ulteriormente ridotto per far spazio alle costruzioni cittadine.La Timpa è un promontorio di circa 80 m di altezza a ridosso della costa di Acireale. Dal 1999 è diventata riserva naturale orientata. È caratterizzata da rocce di origine vulcanica a gradinate e da diverse faglie nelle quali cresce una fitta vegetazione; il territorio della riserva si presenta conservato ed in larga parte incontaminato, pur se inserito in un contesto particolarmente antropizzato, come la costa orientale a nord di Catania.Cultura La città era cresciuta come nella seconda metà del XIX secolo come "Città degli studi" in quanto vi era un patrimonio di diversi collegi e istituti di istruzione superiore che oggi, in assenza di un polo universitario, può considerarsi perduto.Musei * La Biblioteca e Pinacoteca Zelantea istituzione del XVII secolo, raccoglie collezioni d'arte, testi antichi e reperti archeologici. * Nel Museo delle Tradizioni Contadine di Aci Platani si trova la ricostruzione di una tipica abitazione di una famiglia contadina etnea del XIX secolo. * Il Museo delle Uniformi, ospitato presso il Palazzo del Comune in piazza Duomo raccoglie una collezione di uniforme storiche a partire dalla fine del XVIII secolo. * Il Monetario Floristella, che attualmente si trova presso il Museo Archeologico Regionale di Siracusa ed è in attesa di una collocazione in città, raccoglie la collezione numismatica di Agostino Pennisi di Floristella. * Il Teatro dell'Opera dei Pupi di Capomulini, condensa negli spazi espositivi la importante tradizione dei pupari acesi tramandata per generazioni.Manifestazioni La prima manifestazione di grande rilievo che si svolge ogni anni ad Acireale è la Festa di San Sebastiano, il 20 gennaio. La festa religiosa consiste in una processione che parte in mattinata dalla Basilica con in testa la statua di San Sebastiano e si sposta per la città toccando i quartieri storici e quelli più moderni.A febbraio, è il turno del Carnevale, considerato una naturale continuazione della festa religiosa. La festa è considerata tra le più importanti della Sicilia ed è abbastanza conosciuta anche in Italia. Il primo carnevale di cui si abbia notizia si tenne nel 1594 e si è proseguita la tradizione ogni anno, salvo nei periodi bellici e dopo il terremoto del Val di Noto. Oggi è accompagnato da una competizione per i carri allegorici, infiorati e in miniatura più belli.In estate, la festa più importante è quella della santa patrona, Santa Venera, che si svolge il 26 luglio. La festa del Natale è inoltre molto sentita e viene onorata con delle feste in piazza.Miti e leggende Ad Acireale alla storia si affianca spesso la leggenda, soprattutto nel mito della fondazione. Tra le leggende Aci e Galatea, l'avventura di Ulisse contro il ciclope Polifemo, un bosco nato dalla vendetta di Zeus contro dei giganti ed una leggenda sulla fuga dell'esercito Cartaginese davanti ad una colata dell'Etna. * La leggenda, da cui poi nascerebbe anche il nome della città e dei casali fu l'idillio di amore fra Aci e Galatea (la citano Ovidio nelle Metamorfosi e poi Teocrito, Virgilio, Posidippo, Filosseno, Callimaco, Ermesianatte e Eufonione). Galatea, bellissima ninfa era innamorata di Aci semplice pastorello. Il loro amore era contrastato da Polifemo, terribile gigante che infuriato dalla gelosia scagliò contro il pastorello un enorme masso uccidendolo. La ninfa, disperata per la perdita di Aci supplico gli Dei affinché restituissero la vita, e questi accogliendo le preghiere lo trasformarono in un fiume eterno, chiamato Aci. Il fiume sfocia nella frazione di Santa Maria la Scala ed ha un caratteristico effetto rossiccio, dato dalla presenza di ferro, che nella leggenda vie attribuito al sangue di Aci. * Nella Odissea di Omero, il viaggio di Ulisse e dei suoi compagni lungo e pieno di insidie, la grotta del ciclope Polifemo si sarebbe trovata nei pressi del promontorio di Capomulini. Il re di Itaca quando con l'astuzia accecò il ciplope si mise in fuga e venne ostacolato da Polifemo che scagliò enormi massi. I massi nella tradizione sarebbero rappresentati dagli attuali faraglioni di Acitrezza. * Claudiano scrisse nella Gigantomachia dei Giganti che dopo aver tentato la scalata all'Olimpo per punizione di Zeus e degli Dei caddero nel Lucus Jovis (oggi il Bosco d'Aci). Nello stesso bosco si sarebbero potute scorgere, come riportato sempre nella stessa opera, sia le pelli che le teste recise di questi sfortunati in strazianti espressioni di dolore tanto che persino Polifemo vi si teneva lontano.[6] * Si narra che l'eruzione del 396 a.C., che storicamente investì e stravolse il territorio acese, avrebbe anche terrorizzato e messo in fuga la flotta cartaginese comandata da Imilcone che si preparava ad uno sbarco durante la seconda guerra punica.Personalità illustri [La città ha dato i natali a diverse personalità importanti. * gli artisti: Giacinto Platania (1612-1691), Saverio Musmeci (1633-1691), Pietro Paolo Vasta (1697-1760), Alessandro Vasta (1724-1793), Paolo Amico (XVIII secolo), Matteo Ragonisi (1660-1720), Michele La Spina (1849-1943), Antonino Bonaccorsi (1827-1897), Vincenzo Geremia (1575-1679), Rosario Anastasi (1806-1876), Rosario Spina (1857-1943). * gli scrittori: Venerando Gangi (1748-1816), Vincenzo Raciti Romeo (1849-1937), Salvatore Totò Rizzo (1936-1986), Lionardo Vigo Calanna (1799-1879). * gli scienziati: Lorenzo Maddem (1801-1891), Giuseppe Arcidiacono (1927-1998), Salvatore Arcidiacono (1927-1998), Gaetano Fichera (1922-1996). * i patrioti e politici: Gregorio Romeo (1825-1850), Salvatore Vigo (1794-1874), Lionardo Vigo Fuccio (1805-1882),Ruggero Romano (1895-1945), Salvatore Toscano (1938-1976), Rosario Nicolosi (1943-1998). * i prelati: Paolo Romeo (1938-vivente), Pio Vittorio Vigo (1935-vivente) e Paolo Urso (1940-vivente), Giovanni Battista Arista (1862-1920). * gli attori Daniela Rocca (1937-1995), Antonio Catania (1952-vivente) e David Coco (1970-vivente). * Santa Venera (II secolo) vergine e martire. * Mariano Panebianco (1847-1915) ingegnere e architetto. * Francesco Pennisi (1934-2000) musicista. * Agostino Pennisi di Floristella (1832-1885) fondatore delle terme di Acireale. * Umberto Barbaro (1902-1959) critico cinematografico.Mass media Acireale è sede delle emittenti televisive locali REiTV (Canali 63, 67, 69), Teleradio Acireale (Canale 44) e Canale 9 (Canale 64) e delle emittenti radio Radio Aci Broadcasting (FM 98,1 - 98,3 - 98,4 - 99,6 - 102,5 Mhz), Radio Digital Sound (ex Studio Aquilia Sound) (FM 95,9 - 96,4 - 100,8 - 101 Mhz) e Radio Etna Espresso (FM 100,2 - 100,5 - 105,7 Mhz). In città si pubblica il settimanale Il Gazzettino del Sud, "Akis" e il quindicinale cattolico "La voce dell'Jonio".Acireale ha ospitato il set di alcuni importanti film: * La sposa bella, di Nunnally Johnson e Mario Russo (1960); * Un bellissimo novembre, di Mauro Bolognini (1968); * La prima notte del dottor Danieli, industriale col complesso del... giocattolo di Giovanni Grimaldi (1970); * Malizia, di Salvatore Samperi (1972); * La vedova inconsolabile ringrazia quanti la consolarono, di Mariano Laurenti (1973); * Il figlioccio del padrino, di Mariano Laurenti (1973); * La seduzione, di Fernando di Leo (1973); * L'arbitro, di Luigi Filippo D'amico (1974); * Il fidanzamento, di Giovanni Grimaldi (1975); * Palombella rossa, di Nanni Moretti (1989); * Il Padrino: Parte III, di Francis Ford Coppola (1990); * Vite blindate, di Alessandro Di Robilant (fiction, 1997); * Gli Astronomi, di Vanni Ronsisvalle (2003); * I Viceré, di Roberto Faenza (2006).Gastronomia La granita, ottimo alimento rinfrescante dall'afa estiva ad Acireale è considerato quasi un rito. Nato probabilmente dalla tradizione dei «nevaroli» che dall'Etna trasportavano la neve sino in riva al mare, quando ancora non esisteva il frigorifero, in città l'invenzione della granita è attribuita a Francesco Procopio dei Coltelli un ingegnoso trezzoto che con il café «le Procope» fece successo nella Parigi del XVII secolo. Generalmente viene servita nella sua ricetta di base al gusto di mandorla ed accompagnata da brioche. Un altro alimento tipico dell'estate acese è il seltz con limone e sale, venduto dai numerosi chioschi che si trovano per le vie della città.Inoltre, è rinomata la pasticceria, che ha nelle zeppole di riso con miele (definite anche crispelle di San Giuseppe in altri comuni), nei cannoli ripieni con crema di cioccolato, crema o ricotta, nei prodotti di pasticceria mignon e nella gelateria artigianale le sue punte di diamante, e la tavola calda con prodotti freschi di forno (arancini, "cartocciate", "cipolline" ecc.) nonché prodotti da colazione dolci (cornetti, panzerotti, "raviole" con ripieno di ricotta, "iris" con ripieno di crema di cioccolato o crema) . Nelle borgate marinare vi sono molti ristoranti che propongono menu a base di solo pesce fresco.Curiosità * Acireale si fregia di essere stata la prima città insorta ad innalzare il tricolore in Sicilia nel 1860 dopo lo sbarco dei Mille[7]. * Il 5 febbraio 1897 in comune arrivava il cinematografo ed Acireale divenne così la seconda città siciliana, dopo Palermo, ad ammirare il cinema[8].. * Alla fine del XIX secolo furono un gruppo di universitari della città, che insieme ad altri di Bergamo, Pavia, Torino e Fiesole a costituire la Federazione Universitaria Cattolica Italiana (FUCI)[9]. * Il Gruppo Scout «Acireale I» fu il primo ad essere costituito nell'Italia liberata dagli alleati nel 1944. * Il Padrino: Parte III pur essendo stato girato in diverse location siciliane e non (fra cui Acireale), è ambientato a Bagheria. * Secondo una leggenda popolare l'antico fiume Aci scorrerebbe sotto piazza del Duomo e sarebbe possibile ascoltarne lo scorrere delle acque. * Il nome del Carnevale di Acireale è stato abbinato, assieme ad altre manifestazioni, alla Lotteria Nazionale negli anni 1996, 1999, 2001 e 2006. * Alla città è stato dedicato un francobollo nel 1997 ed una cartolina postale nel 1984.Economia Acireale fu un forte centro economico, culturale ed artistico nei secoli successivi al XVI, destinata a scontrarsi e rivaleggiare, oltre che con la vicina Catania, anche con i centri di Messina e Palermo. Le sue fiere che richiamavano mercanti da diverse parti ed i privilegi spettanti dalla demanialità favorirono l'afflusso dei capitali e l'affermarsi di un forte ceto mercantile. Tuttavia la sua storia, come quella di molte altre città, si caratterizzò per una serie di crisi, dovute a catastrofici eventi naturali o cause economiche e da rinascite vigorose, caratterizzate anche dalla tenacia e lungimiranza dimostrata dai propri avi come in occasione delle diverse riacquisizioni della demanialità e la costituzione della diocesi.Rimasta in bilico più tempo fra centro locale e la possibilità di fare il salto ed affermarsi a quarto polo urbano, culturale ed economico dell'isola, soffre oggi di una incerta collocazione anche a causa della crisi dell'agrumicoltura, su cui basava parte del proprio successo economico e di uno stentato passaggio ad una vocazione più turistica e commerciale.Le attività economiche principali sono il turismo, la ristorazione e l'edilizia. Sono sviluppate anche le attività commerciali, specie nel settore automobilistico che si è affermato a partire dalla seconda metà degli anni '90. Nel settore primario sono importanti sia l'agricoltura che la pesca, inoltre sono sviluppate le attività di produzione di semipreparati e quelle connesse con la conservazione e la commercializzazione della produzione. Attività marginali sono l'imbottigliamento di acque minerali (Acqua Pozzillo) ormai dismessa e di bevande in genere.Il centro cittadino offre i principali servizi amministrativi, finanziari e commerciali negli standard di una grossa città di provincia.L'acquedotto comunale garantisce la fornitura continua (grazie anche alla relativa ricchezza di sorgive nel territorio), mentre è incompleta la metanizzazione delle frazioni.La città appare immune dal controllo mafioso, mentre in realtà il problema esiste, essendo la macro-criminalità infiltrata spesso nei diversi settori produttivi, sociali, finanziari e politici che alcune in alcuni casi si mostrano compiacenti in altri sottomessi. Il problema della microcriminalità è invece di scarsa rilevanza.Dal 1999 la costituzione di un comitato per l'istituzione della provincia di Acireale ha dato voce ad una delle aspirazioni che insieme alla costituzione di una università ed a quella della Diocesi (quest'ultima però realizzata) sono ambite da quasi due secoli dagli acesi.
Campionati del mondo di scherma Cadetti e Giovani
18/3/2008 - 19:12Roma - ''Sono orgoglioso di essere il rappresentante di quest’aeroporto da cui passeranno i giovani campioni di tante squadre del mondo e sarà nostro preciso impegno rendere più fluide le operazioni connesse all’accoglienza delle migliaia di ospiti in arrivo dai cinque continenti. Questo scalo vede crescere ogni giorno il numero dei passeggeri in transito e, in vista della consueta grande affluenza della stagione estiva, l’esperienza di Sac, partner organizzativo dei Mondiali di Acireale sarà un bel banco di prova''. Con queste parole Gaetano Mancini, presidente della S.A.C.(società di gestione dell’aeroporto catanese di Fontanarossa) ha aperto la conferenza stampa per la posa della gigantesca riproduzione di ''Capitan Lumìa'', la mascotte dei Mondiali di Scherma Juniors e Cadetti che rimarrà sul piazzale antistante l’area arrivi dell’Aeroporto fino al termine della manifestazione, in programma ad Acireale dal 5 al 14 aprile. All’incontro con i giornalisti erano presenti, oltre a Mancini, il presidente federale, Giorgio Scarso, il presidente del Comitato Organizzatore di Acireale 2008, Sebastiano Manzoni, il sindaco di Acireale, Nino Garozzo, e l’assessore comunale allo sport Gianluca Cannavò. ''Siamo lieti - ha detto Scarso - che le forze migliori della Sicilia abbiano risposto con entusiasmo all’appello degli organizzatori di questo Mondiale, che certamente rappresenterà non soltanto un grandioso evento per tutti coloro i quali amano la scherma, ma anche una straordinaria occasione di promozione per la Sicilia. Sarà un sollievo per le squadre che arriveranno in Sicilia con oltre 20 ore di volo alle spalle, trovare un’organizzazione come quella della Sac che farà loro risparmiare tempo e fatica''. ''Il buffo limone spadaccino - ha raccontato il sindaco Garozzo - simbolo della Riviera dei Limoni e dei Mondiali è nato dalla matita di uno studente, Riccardo Cavallaro, vincitore del concorso promosso fra le scuole acesi dal Comitato Organizzatore. Ma tutta Acireale ha contribuito a costruire questa manifestazione, che si svolgerà in un Palazzetto dello sport che l’incessante e appassionato lavoro di progettisti e maestranze locali ha trasformato in un piccolo Villaggio olimpico''. ''Siamo ormai alla stretta finale di questi Mondiali - ha aggiunto l’assessore Cannavò - cui lavoriamo da oltre un anno e non vediamo l’ora che la nostra città si riempia di atleti e accompagnatori per far conoscere loro le meraviglie del nostro barocco, della nostra natura, delle nostre tradizioni anche enogastronomiche''. ''Quello consegnato all’Aeroporto di Catania - ha spiegato infine Manzoni - è il primo dei sette mega-pupazzi di Capitan Lumìa realizzati nelle prestigiose officine acesi dove nascono i giganteschi carri allegorici del più bel Carnevale di Sicilia. Gli altri esemplari, nelle prossime due settimane, saranno collocati in sequenza lungo il percorso autostradale che da Fontanarossa porterà le migliaia di atleti e accompagnatori fino alla città di Acireale''.fonte: www.federscherma.it ©
Rassegna del contemporaneo
E' un progetto di arte e cultura contemporanea dal carattere discorsivo, didattico e sperimentale, che include vari formati e vari momenti.Tutte le manifestazioni hanno luogo ad Acireale nei mesi di marzo e aprile 2008 e sono ad ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. rassegnadelcontemporaneo
Carnevale di Acireale 2008
Trenta grandi fotografi internazionali raccontano la Sicilia oltre la Sicilia
Luo Yongjin killer, Palermo, 2007 Le Sale espositive del Credito Siciliano, ad Acireale, dal 20 luglio propongono un' ampia mostra fotografica intitolata "Dopo la Sicilia" che presenta la Sicilia oltre gli stereotipi, così come hanno saputo vederla e raccontarla al mondo una trentina di grandi maestri internazionali della fotografia.Al bando coppole, lupare, donne vestite rigorosamente di nero, fichi d'india e pecore, ovvero tutte quelle immagini che, nel mondo, hanno fissato la percezione di una certa Sicilia. Per presentare, invece, la realtà di un territorio che, con le sue peculiarità, certo forte delle sue tradizioni, si misura con la modernità, nella società, nell'economia, nella quotidianità.Curata da Marco Meneguzzo, "Dopo la Sicilia" intende indagare i modi, i modelli e i metodi con cui fotografi, artisti che usano la fotografia, e video maker hanno guardato la Sicilia negli ultimi decenni."Il titolo, programmatico, vuole sottolineare - ribadisce Meneguzzo - che non si tratta della Sicilia cui ci hanno abituato i mass media e anche i grandi reporter del passato (anche recente): l'indagine parte proprio da "dopo" quella Sicilia, fatta di folklore ma anche di stereotipi, immagine di una Sicilia che forse non esiste più. Invece, questi artisti hanno esplorato il territorio vivendo in pieno il concetto di globalizzazione, e facendo così della Sicilia un terreno d'indagine dove trovare delle peculiarità inserite però nel grande processo di mondializzazione".Anche per questo, gli artisti selezionati - circa trenta - provengono da tutte le parti del mondo, e non sono nativi dell'isola: subiscono il fascino della Sicilia, ma mantengono ancora un distacco, ne percepiscono le contraddizioni ma non ne sono personalmente impregnati.Gli artisti invitati, e che hanno aderito al progetto, sono: Gabriele Basilico, Marco Anelli, Marina Ballo Charmet, Olivo Barbieri, Stefania Beretta, Luca Campigotto, Gea Casolaro, Vincenzo Castella, Chiara Dynys, Ico Gasparri, Claudio Gobbi, Guido Guidi, Hiroyuki Masuyama, Francesco Jodice, Dominique Laugé, Luo Yongjin, Marcello Maloberti, Mocellin/Pellegrini, Multiplicity, Alessandro Natale, Adrian Paci, Thomas Struth, Carlo Valsecchi, Massimo Vitali, Luca Vitone, Xiong Wenyun, Silvio Wolf.Accanto alla mostra, che durerà sino a febbraio 2009, sono previsti workshop gratuiti, affidati ad alcuni degli artisti selezionati, indirizzati a studenti universitari e delle accademie.Un interessante catalogo accompagna la manifestazione, con un saggio critico del curatore, singole schede dedicate a ciascun partecipante a cura di Ginevra Quadrio Curzio, gli apparati scientifici, oltre naturalmente a un cospicuo corpus di immagini delle opere.
Invito
Manifesto
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